martedì 2 luglio 2013

NUOVA SPECIE DI FORMICA SCOPERTA NELLE FILIPPINE.


Ricercatori hanno scoperto una nuova enigmatica specie di formica proveniente dalle Filippine.   Cardiocondyla pirata presenta una pigmentazione veramente particolare che non sembra avere eguali tra le altre specie di formiche nel mondo.
Le formiche appartenenti al genere femminile nelle colonie di questa specie possono essere riconosciute grazie ad una distinita scriscia scura che attraversa gli occhi; la quale assomiglia vagamente alla benda dei pirati, da cui il nome che le è stato dato. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ad accesso libero Zookeys il maggio scorso.

Ciò che rimane un mistero per gli scienziati è il significato adattativo della loro particolare pigmentazione. La scarsa visione di cui sembrano dotate e il fatto che queste formiche si accoppiano all'oscurità compagno esclude una delle più evidenti ipotesi che la macchia scura serva come segnale di differenziazione sessuale e che quindi, possa servire riconoscimento durante l'accoppiamento.
Durante una spedizione nelle Filippine, volta a raccogliere varie specie del genere Cardiocondyla, nota per la sua sorprendente varietà morfologica e comportamentale, i ricercatori hanno individuato una specie appartenente a questo genere fino ad allora sconosciuta. nei pressi di un torrente ombreggiato (nell'immagine a lato è mostrato l'ambiente naturale di queste formiche). In condizioni di scarsa luminosità queste formiche, a detta degli autori, a causa della loro pigmentazione particolare erano davvero difficili da osservare.

Una possibile ipotesi sulla funzione di questo bizzarro schema di colorazione è che possa servire come strumento per distrarre o confondere eventuali predatori. La combinazione delle strisce scure e di un corpo  traslucido potrebbe dare l'impressione ai predatori che le parti del corpo anteriore e posteriore siano due oggetti separati. L'articolo completo nel link sottostante.

Fonte:
Seifert B, Frohschammer S (2013) Cardiocondyla pirata sp. n. – a new Philippine ant with enigmatic pigmentation pattern (Hymenoptera, Formicidae). ZooKeys 301: 13–24. doi: 10.3897/zookeys.301.4913

lunedì 11 marzo 2013

VITA DA PARASSITA: Giardia lamblia


Il parassita Giardia lamblia, così chiamato in onore del suo scopritore, è un protozoo flagellato che infetta l'intestino e resposabile di una serie di problematiche a carico dell'apparato intestinale che vanno sotto il nome di Giardiasi. al genere Lamblia appartengono 3 specie note rispettivamente come Giardia intestinalis o lamblia, Giardia agilis e Giardia muris, di cui solo la Lamblia è patogena per l'uomo.

Diffusione.
E' una patologia ubiquitaria, è presente in tutto il globo, in particolar modo nelle zone in cui non viene prestata particolare attenzione al trattamento delle acque e in cui scarseggiano anche le più comuni metodiche igienico-sanitarie e di profilassi individuale.

Modalità di trasmissione.
La trasmissione dell'infezione avviene principalmente attraverso acqua e cibo contaminato da materiale fecale, in particolar modo anche da acqua trattata ma non filtrata. Rappresenta un organismo a circuitazione oro-fecale. Oltre all'acqua non adeguatamente trattata e da cibi contaminati, anche la trasmissione interpersonale, dovuta ad una scarsa profilassi individuale (mani sporche) può favorire enormemente la diffusione del protozoo, in particolar modo i bambini in età pediatrica sono i più colpiti.

Serbatoio.
La giardia intestinalis ha come serbatoio principale l'uomo ma anche animali da allevamento e domestici, equini, bovini, canidi, felini ecc...

Ciclo vitale.





Il ciclo vitale della Giardia comprende due forme, una vegetativa nota come trofozoite e una cistica, responsabile dell'infezione. Queste due forme sono distinguibili nell'aspetto morfologico, brevemente, la forma trofozoite presenta una aspetto piriforme, tende a localizzarsi a livello dell'intestino (duodeno e digiuno) colonizzando la mucosa intestinale dove aderisce mediante un disco ventrale, una sorta di ventosa, presente in una depressione piriforme della sua parete ventrale. Dietro alla struttura nota ocme disco ventrale, troviamo i cosidetti blefaroplasti che danno origine ai flagelli; comunemente ne ritroviamo otto, due anteriori, due caudali, due postero laterali e due ventrali, che conferiscono motilità al parassita. Il trofozoite si moltiplica per scissione binaria, che si realizza mediante preliminare divisione del materiale nuclere seguita dalla divisione del disco ventrale e da ultimo del citoplasma.  Il trofozoite può essere messo in evidenza tramite esame a fresco delle feci diarroiche, in questo caso il veloce passaggio attraverso l'apparato intestinale ne impedisce l'incistamento, tramite biopsia duodenale, dove può essere trovato spesso in corrispondenza delle cripte intestinali.
La forma cistica invece si viene a formare in prossimità del colon, possiede proprietà strutturali e molecolari tali da permetterle di resistere a stress ambientale di vario tipo, essiccamento, sole, calore, ma anche resistenza nei confronti di alcuni trattamenti delle acqua, come la clorazione. Tali cisti particolarmente resistenti sono immesse nell'ambiente esterno attraverso le feci in attesa di essere ingerite da un nuovo ospite.
La schiusa delle cisti è favorita dall'ambiente acido dello stomaco. Può essere individuata tramite esame delle feci.

Forme cliniche.
Come accennato sopra, Giardia lamblia, tende a colonizzare la mucosa duodeno-digiunale. Nonostante non presenti una spiccata tendenza a diffondere in regioni extraintestinali, in alcuni casi si può assistere ad una alterazione della struttura dell'orletto a spazzola o dei villi intestinali. L'organismo tende a produrre IgA secretorie dirette contro il parassita, che appaiono in grado di poter interferire con la colonizzazione dell'intestino. In alcuni soggetti però che per svariati motivi non riescono a produrre adeguate quantità di IgA si può assistere a colonizzazioni massicce della mucosa intestinale, con conseguenti fenomeni diarroici di modesta entità e fenomeni di malassorbimento.

Diagnosi di laboratorio.
La diagnosi può avvenire mediante ricerca diretta o indiretta. Nel primo caso si effettua mediante ricerca microscopica delle cisti nelle feci emesse spontaneamente dopo purgante salino, dei trofozoiti nelle feci diarroiche, mentre metodiche di ricerca indiretta si ottengono tramite individuazione degli antigeni parassitari presenti nelle feci del paziente. A tal fine sono state messe appunto metodiche immunoenzimatiche (ELISA) ed immunoelettroforetiche.

 Metodi di controllo e misure preventive.
1) Educazione sanitaria: informare e sensibilizzare la popolazione sull'importanza del lavaggio delle mani durante la preparazione dei pasti e prima di mangiare e sopratutto dopo l'utilizzo del bagno.
2) Promulgare e assicurarsi che siano seguite leggi che prevedano la filtrazione delle acque potabili di utilizzo domestico soprattutto se vi è il rischio che tali acque siano contaminate da feci umane e animali
3) Smaltimento igienico delle feci.
4)L'acqua distribuita in condizioni di emergenza va bollita, non molto affidabili i trattamenti con ipoclorito di sodio o iodio.

Controllo dei pazienti e trattamento.
1) In alcune aree è richiesta la notifica alle autorità sanitarie soprattutto nelle regioni endemiche.
2) Indagine sui contatti  e sulla possibile fonte dell'infestazione, eseguire controlli sui familiari delle persone infestate per assicurarsi che non vi siano altri casi di infestazione.
3) 5-nitroimidazolo, tinidazolo, furazolidone sono i farmaci di prima scelta

lunedì 4 febbraio 2013

CARNEVALE DELLA BIODIVERSITA' VIII: IL BANDO


Il 12febbraio esce l'ottava edizione del carnevale della biodiversità, l'edizione sarà ospitata dal blog Leucophaea di Marco Ferrari
Di seguito viene riportato il bando.

Cari amici, lettori e colleghi,
manca circa un mese a Natale e anche quest'anno ci accingiamo a festeggiare la ricorrenza, e vogliamo farlo in grande stile insieme a voi. Il Natale in questione ovviamente non è quello di un uomo morto un paio di migliaia di anni fa, ma quello dell'uomo che ha cambiato per sempre l'approccio allo studio di ogni singolo aspetto delle scienze naturali, dalla zoologia alla genetica, dalla botanica alla biochimica, dall'ecologia alla microbiologia. Il Natale in questione è per la precisione il 204mo compleanno di Charles Darwin, l'uomo che, parallelamente ad Alfred Wallace, ha intuito e compreso come e perché le forme viventi cambiano nel tempo. Giorni fa, otto gennaio, è stato il 190mo compleanno di Wallace (auguri, zio Alfred!). Tra un mese esatto sarà quello di zio Carlo.

lunedì 24 dicembre 2012

AUGURI DI BUON NATALE!!!

mercoledì 12 dicembre 2012

CARNEVALE DELLA BIODIVERSITA': ho visto cose...la biologia dei mondi fantastici


Questo post partecipa all'edizione del carnevale della biodiversità: ho visto cose...la biologia dei mondi fantastici. Invito chiunque passasse per questo blog a visitare il sito di Livio Leoni http://mahengechromis.blogspot.it/2012/12/ho-visto-cose-la-biologia-dei-mondi.html dove troverete la presentazione del carnevale e tutti i post partecipanti all'evento.

Salite tutti a bordo, stiamo per partire alla volta di una galassia lontana lontana, faremo tappa verso remoti mondi, impossibile visitarli tutti quindi accontentatevi di una breve escursione, nel link in basso troverete una mappa della galassia e una breve descrizione dei pianeti su cui ci dirigeremo; invito tutti i passeggeri una volta scesi a terra di non allontanarsi dal gruppo e soprattuto di non dimenticare la spada laser gentilmente fornita dall'equipaggio, tenetevela stretta e non borbottate sul colore del laser... è "pur sempre un arma bella ed elegante per tempi più civili non errante con un fulminatore qualsiasi..." (citazione necessaria).
 Mappa galassia

LUMACA SPAZIALE (EXOGORTH)
La lumaca spaziale, insieme al sarlacc rappresenta forse uno degli organismi più singolari presenti nella galassia, è un enorme gasteropode lungo circa 10 metri, è una forma di vita basata sul silicio, la cui caratteristica principale è quella di riuscire a sopravvivere nel freddo dello spazio profondo. Lo si può ritrovare su molti asteroidi orbitanti attorno a stelle e sistemi di pianeti; è in grado di sfruttare l’energia luminosa e i minerali presenti negli asteroidi in cui si accresce. Sono molto pericolosi, nonostante la stragrande maggioranza di questi enormi gasteropodi raggiunga dimensioni di circa 10 metri, alcuni possono riuscire a raggiungere dimensioni veramente ragguardevoli anche per gli appartenenti alla loro specie, tanto è vero che possono essere in grado di catturare piccole navicelle che transitano vicino agli asteroidi in cui risiedono.  Sono in grado di viaggiare tra gli asteroidi spingendosi prontamente fuori dall’asteroide in cui risiedono per saltare in un altro che transita nelle vicinanze. La riproduzione è asessuata, avviene tramite fissione, una volta raggiunta una massa adeguata inizia la divisione, la lumaca figlia derivante dalla fissione sa instintivamente come sopravvivere. Viene ampiamente utilizzato dalle industrie manifatturiere della galassia, in quanto dalle sue componenti possono ricavarsi speciali lubrificanti e fibre.

Esistono molte varianti della  lumaca spaziale, come la lumaca gigante, le lumache cremisi, e le lumache Cularin. Lumache giganti spaziali sono più grandi in genere delle altre specie. Non è chiaro se si tratti di una specie separata dalla lumaca spaziale comune.
Le òlumache Crimson invece sono una specie di lumaca spaziale originaria delle asteroidi del settore Tapani.
Sono caratterizzate dalla presenza di una striscia rossa presente ad entrambi i lati del corpo.
Le lumache spaziali di Cularin sono invece una varietà di exogorth trovata nel sistema Cularin che si è rivelata relativamente facile da addestrare. Alcuni teorizzato che discendano da una forma addomesticata di lumaca spaziale ormai estinta. Altre teorie ritengono che tali exogorths discendano da lumache giganti autoctone del sistema Cularin, provenienti dalla cintura di asteroidi del sistema (Oblis) prima della sua distruzione, e che queste creature sopravvissute si siano adattate al vuoto dello spazio.

ARACHNOR
 Alto circa 2 metri, questo gigantesco aracnide risiede nelle macabre e muschiose foreste del pianeta Aazid, questi aracnoidi, sono onnivori, si nutrono principalmente dei funghi giganti presenti in tale pianeta, rappresentano per essi una notevole fonte alimentare in quanto ricoprono buona parte di tutta la superficie del pianeta, ma non disdegnano la carne di molti altri organismi. Nelle intricate foeste muschiose del pianeta Aazid è possibile trovare numerose sostanze chimiche di particolare interesse che possono essere ampiamente utilizzate per scopi medici e bellici, inoltre i funghi di cui si nutrono gli Arachnor non contengono solo sostanze nutritive, ma anche sostanze chimiche fondamentali che permettono a tali ragni di creare una tela dalle incredibili capacità “adesive”, ritenute da molti studiosi tra le sostanze più efficaci da questo punto di vista presenti nella galassia. Sono organismi particolarmente territoriali, nonostante non siano organismi senzienti, possono cacciare singolarmente o in gruppo, adoperando specifiche strategie di caccia volte a spaventare le prede spingendole verso le loro enormi tele dove poi verranno intrappolate. Le prede una volta intrappolate non vengono subito divorate dal ragno, ma pazientemente aspettano che la preda esaurisca le sue forze, cercando inutilmente di divincolarsi dalla tela, inoltre le particolari caratteristiche chimiche della tela, fanno si che la preda nel cercare di divincolarsi, non faccia altro che auto intrappolarsi ulteriormente facilitando al ragno l’avvolgimento della preda in bozzoli. Il modo in cui si nutrono delle prede è sostanzialmente simile a quello che possiamo osservare comunemente tra i nostri ragni. Molte delle informazioni sulla biologia di questi organismi sono pervenuti dagli scritti ritrovati sul pianeta Aazid del professor Hoole (antropologo dell'impero) e del suo assistente Chlar kotchim biologo… entrambi non sopravvissuti all’inospitale pianeta.

PURELLA.
I ragni Purella sono originari del pianeta Yavin 8, ottava luna orbitante attorno al gigante gassoso Yavin. Hanno dimensioni noteveoli, alti circa 2 metri hanno un caratteristico colore rosso vivo possiedono otto paie di zampe e grosse mandibole con le quali riducono a brandelli le prede che catturano. Inoltre sono dotati di una vista particolarmente acuta in grado di poter vedere con facilità al buio. Le purelle nonostante non siano senzienti sono in grado di attuare strategie di caccia ben congegnate per la cattura delle prede. Inoltre oltre ad essere dotati di un acuto senso della vista hanno l’abilità di percepire la presenza di creature in avvicinamento, possiedono inoltre sensi molto sviluppati, sono in grado di poter percepire piccoli rumori e presenza di eventuali prede nelle vicinanze sfruttando l'ecolocalizzazione a percepirne grandezza e forma.

SARLACC
Ci spostiamo subito sul pianeta Taootine dove è possibile trovare uno dei misteri della zoologia moderna, il Sarlacc, organismo unico nel suo genere, si trova nel mare di dune del deserto di Taootine, ed è una delle creature più rare e misteriose della Galassia (se ne conoscono solo due: quello di Tatooine e quello di Felucia).
Siccome i Sarlacc sono molto pericolosi e abitano in zone remote e inospitali, pochi scienziati hanno tentato di studiarli.
Mentre alcuni credono che il Sarlacc sia un animale, altri notano come la sua struttura a radice e il sistema di riproduzione tramite spore indichino una origine vegetale. Il Sarlacc è una creatura onnivora, con diversi tentacoli e denti affilati con un becco grande. Siccome i Sarlacc vivono in ambienti isolati e basano il proprio nutrimento su prede che cadono nella loro bocca, essi si nutrono raramente.
Come risultato i Sarlacc hanno sviluppato un sistema digestivo particolarmente efficiente. Lo stomaco è capace di dissolvere lentamente una preda in sostanze nutrienti utilizzando un processo che può durare migliaia di anni. Se il Sarlacc non riceve una preda per lungo tempo ricorrere al sistema di radici per ricavare nutrimento dal terreno. Il Sarlacc è capace di nutrirsi assorbendo sostanze ricche di ossigeno, azoto, carbonio e idrogeno dal terreno presente sugli asteroidi senza atmosfera. Oltre agli acidi della digestione, lo stomaco del Sarlacc produce una neurotossina che impedisce alle vittime di muoversi e di fuggire.
Quando una preda si avvicina al Sarlacc, dalla bocca, la quale è ben nascosta tra le sabbie del deserto, (da notare come attui una strategia molto simile alla formica leone degli stati uniti, anche se il sarlacc è un organismo sessile) fuoriescono numerosi tentacoli che hanno la funzione di catturare prontamente la preda, una volta catturata la preda viene  immediatamente portata in prossimità del lungo becco, tramite il quale la preda viene ingerita per finire nell'apparato digerente ed essere lentamente digerita viva. Altra  caratteristica è il fatto che il sarlac stesso mantenga in via il più a lungo possibile la sua preda evitando che essa muoia precocemente. Il becco del sarlacc ha una lunghezza di almeno 3 metri.
 Il sarlacc di Tatooine è diventato tristemente famoso per essere stato utilizzato dalla famiglia Hutt per giustiziare i prigionieri o coloro che disubbidivano al comando del potente signore della mala locale.
Come si può osservare nell'immagine la bocca del sarlacc possiede anche numerose file di denti affilati, si è scoerto dopo vari studi che solo a maturità i tentacoli e il becco si sviluppano appieno, e che quindi le lunghe fila di denti svolgono un ruolo fondamentale nei primi anni di vita, nel triturare le prede che cadono nella bocca spalancata.

Come accennato poc'anzi le vittime vengono mantenute in vita dal sarlacc con sostanze nutritive e vengono di conseguenza digerite in agonia, a volte, quando la vittima si trova nello stomaco per un lungo periodo di tempo, il sarlacc tende ad incorporare ciò che rimane del corpo, nel rivestimento dello stomaco per fare spazio altre prede. Un certo numero di più piccoli, stomaci secondari sono stati utilizzati per "memorizzare" le vittime in modo tale da poter essere consumate nel momento in cui il sarlacc necessita di una maggiore quantità di sostanze nutritive, come quando si trova nel periodo di crescita o durante lunghi periodi di magra.
Il sangue è particolarmente acido.

RANCOR.
I Rancors sono enormi creature bipedi dell'altezza di circa 10 metri. Il loro pianeta d'origine è sconosciuto, sono presenti in svariati mondi della galassia, anche e si suppone possano essere originari di Dathomir.
Sono organismi caratterizzati dall'avere degli arti posteriori particolarmente corti e tozzi se paragonati agli asti superiori lunghie dotati di affilati artigli, non sono molto veloci, ma possiedono una forza notevole. Possiedono inoltre una pelle particolarmente coriacea e si sono dimostrati più volte resistenti ai blaster (pistole e fucili laser), sono stati spesso utilizzati e "addomesticati" dal clan delle cosidette streghe di Dathomir le quali ne hanno sfruttato molto spesso la forza per i più svariati scopi, dallo spostamento di materiali pesanti nella costruzione di edifici in pietra o contro eventuali avversari. Sono organismi di difficile catalogazione in quanto mostrano le caratteristiche sia di mammiferi che di rettili. Nonostante tendano ad essere delle creature solitarie, le femmine sono particolarmente amorevoli con i piccoli, i quali una volta raggiunta la maturità prendono la loro strada.

mercoledì 21 novembre 2012

LO SAPEVATE CHE ALCUNI MOLLUSCHI MARINI...

Questa è bella, non ci sto a discutere troppo sopra, mi sa che ci dedicherò, se faccio in tempo devo ritrovare la password,  il mio primo post su Cattivascienza in Tv.
Passate il mouse sul seguente link dove potrete vedere la puntata di costume e società del 21/11/2012; andate al minuto 2:43, o guardatevi tutto il servizio, in ogni caso prestate attenzione a partire dal minuto 2:43, si inizia parlando della virilità del leone che ci da dentro di brutto, ma è solo l'antipasto perchè qualche secondo dopo si parlerà di alcuni molluschi marini che nascono maschi per poi diventare femmine...e qui mi direte e cosa ci sta di strano? E'una cosa che si osserva in molte specie di organismi...niente di eccezionale infatti, la cosa eccezionale è il termine utilizzato, forse termini come monoicismo o ermafroditismo sequenziale non andavano bene...

sabato 17 novembre 2012

CARNEVALE DELLA BIODIVERSITA': IL RITORNO!!!

E' con somma gioia signori e signore che vi annuncio la ripresa del carnevale della biodiversità! Non so voi ma sentivo la mancanza...
Faccio un bel copia e incolla del bando con tanto di link che vi rimanda alle pagine da cui l'ho preso dove potete trovare gli indirizzi mail dei fondatori del carnevale a cui inviare le vostre candidature!!!

CARNEVALE DELLA BIODIVERSITA' IL BANDO.

Se temevate un'apoptosi cerebrale collettiva non potevate essere più in errore. Come accade a molte forme di vita, anche il Carnevale della biodiversità era entrato in diapausa, in attesa di tempi interessanti. Ciò per evitare di utilizzare fino all'ultimo le risorse messe a disposizione dall'ecosistema telematico ed evitare così il conseguente crash nella popolazione. Adesso che abbiamo ripreso le forze, grazie anche all'incontro di Riva del Garda, torniamo a caccia di post che ci raccontino le infinite forme bellissime della biodiversità. Per gli incauti che si fossero persi le precedenti puntate, si tratta di questo: i blog di argomento biologico che aderiscono all'iniziativa scrivono in contemporanea un post con un argomento prefissato, ciascuno in base al topic del proprio blog e in base alle proprie competenze. Uno dei blogger raccoglie tutti i link ai post del carnevale in una pagina introduttiva da dove si può poi accedere ai singoli blog. Gli argomenti trattati sinora sono stati sempre molto provocatori, si andava da "Le dimensioni contano" a "Nicchie estreme" "Ai confini della realtà” e “Alieni tra noi”, passando ovviamente per "Infinite forme bellissime".
Per questa edizione speciale natalizia vogliamo spingerci ancora oltre, andando al di là della provocazione, nella grigia nicchia dove scienza e immaginazione si fondono. Il tema conduttore di questa edizione sarà infatti “Ho visto cose… La biologia dei mondi fantastici” e tutti i post dovranno comparire sui relativi blog il 12 dicembre. Se vi fa di far girare, per una volta, le rotelline in senso trasversale e parlare di esobiologia e fantabiologia anche se siete persone serissime e scientificamente inappuntabili, questa è la vostra occasione. I blogger che vogliono aderire devono semplicemente mandare una mail a uno degli organizzatori, (Marco Ferrari, Livio Leoni, Lisa Signorile) in modo che vi si possa includere.
C'è tuttavia una condizione. Il carnevale della biodiversità ha sempre badato più alla qualità che alla quantità dei post e si riserva il diritto di valutare l'opportunità della partecipazione ad un blog il cui argomento è di solito off-topic, tipo "diritto Romano comparato" o "l'arte di Johannes Vermeer attraverso l'ottica della fisica decostruzionista". Altresì si riserva il diritto di rifiutare post che non risultassero essere in-topic col tema stabilito....segui il link per leggere completamente il bando!