lunedì 16 aprile 2012

I PLATELMINTI parte 1

Forse qualcuno avrà pensato che ho preso una fissa per i parassiti e non mi voglia occupare di nient'altro...in realtà non è così non ho semplicemente avuto tempo per scrivere post, di sicuro però il lunedì mi va di dedicarlo ai parassiti. Nel post precedente ho parlato brevemente dell' Hymenolepsis nana e diminuita; nelle settimane precedenti sono stati postati l' Echinococcus granulosus, il Diphyllobotrim latum. Questi parassiti appartengono al grande gruppo dei platelminti.

I platelminti vivono in ambieni marini, di acqua dolce  eterrestr umidi, non tutti sono parassiti, nonostante l'85% circa lo sia. Parecchie specie infatti infestano l'uomo e gli animali domestici causando malattie di grande interesse sia clinico che economico. Sono organismi vermiformi piatti, non hanno cavità sono acelomati, inoltre non possiedono elementi scheletrici rigidi, non hanno un apparato circolatorio, non possiedono un apparato respiratorio deputato allo scambio gassoso, hanno un intestino e un apparato digerente incompleto, ne consegue che questi organismi hanno una limitata capacità di approviggionare le proprie cellule. I platelminti riescono però, grazie al loro corpo molto sottile e appiattito, a scambiare con l'abiente esterno sostanze nutritive, di rifiuto e gas, grazie al fatto che tali sostanze devono percorrere brevi distanze.
Il phylum Platyhelmtintes comprende quattro classi, Turbellari (conducenti vita libera), platelminti parassiti come i Trematodi, Monogenei e i Cestodi.

Classe Turbellari.
Eccezzion fatta per alcuni membri di questa classe che parassitano invertebrati e i pesci, la maggior parte sono organismi che conducono uno stile di vita da spazzini e predatori conducenti vita libera.

Tra gli appartenenti ai turbellari abbiamo gli aceli, che possiedono la più semplice organizzazione strutturale del phylum. Sono organismi bentonici e abitano negli oceani e nei mari temperati. Sono lunghi meno di 10 mm e come indica il loro nome sono privi di cavità, compreso il canale alimentare. Il loro corpo è costituito da 3 regioni. Un epidermide che circonda la regione di cellule del tessuto connettivo, una regione più interna contenente cellule fagocitarie di derivazione endodermica che ingeriscono e digeriscono l'alimento. In alcuni aceli è stato osservato che le cellule fagocitarie interagiscono formando per breve tempo un sacco digerente. La maggior parte degli aceli si alimenta di microrganismi, un caso particolare è rappresentato dalla Convoluta roscoffensis, che può ospitare al suo interno alghe verdi intracellulari. Non è una interazione simbiotica necessaria per la sopravvivenza di questo organismo in quanto la Convoluta può sopravvivere senza l'alga. Fatto rilevante però è che quando contiene alghe verdi il verme perde le cellule digerenti indicando che sfrutta i prodotti dell'alga per sopravvivere. I turbellari diversi dagli aceli hanno qualche tipo di canale alimentare. I policladi hanno un canale alimentare altamente ramificato. Un altro gruppo di turbellari detti rabdoceli è caratterizzato da un canale alimentare semplice e sacciforme. Sono vermi comuni, presenti nelle acque costiere marine, nei laghi e negli stagni d'acqua dolce di tutto il mondo.

 I turbellari meglio conosciuti sono le planarie d'acqua dolce del genere Dugesia. Il canale alimentare delle planarie ha una bocca ventrale, una faringe muscolosa e tre tasche interne ramificate, le planarie e altri tubrellari con tre tasche intestinali sono dette colletivamente tricladi. Le planarie si alimentano di piccoli invertebrati e di materia organica morta. Alcune specie sono terrestri. vivendo sotto le foglie bagnate e i trochi marcescenti nelle foreste pluviali tropicali.

Classe Trematodi.
I trematodi sono detti anche parassiti digenei o digenetici, a differenza di altri platelminti possono riprodursi sia sessualemente che asessualmente. Con poche eccezzioni i trematodi che subiscono riproduzione asessuale infestano un invertebrato (mollusco ecc...) ospite intermedio e gli adulti che producono gameti infestano un vertebrato (ospite definitivo). Esistono molte specie parassite appartenenti a questo gruppo, un esempio sono la fascicola hepatica comune parassita di ovini e bovini, o il Clonorchis sinensis che infesta l'uomo; gli schistosomi responsabili della schistosomiasi. Sono parassiti dalle dimensioni molto piccole, raramente superano i 2 cm di lunghezza. Possiedono organi adesivi composti da ventose e uncini

Classe Monogenei.
Somigliano superficialmente ai trematodi ma si riproducono solo sessualmente e hanno in genere una sola specie ospite. Quasi tutti i membri di questo gruppo infestano la superficie del corpo dei loro ospiti, in particolar modo le branchie dei vertebrati acquatici.

Classe Cestodi.
Sono i parassiti di cui ho parlato in queste settimane, hanno un corpo suddiviso in tre parti. La testa, che funge da organo di attacco (lo scolice); il collo, e le proglottidi (l'insieme delle proglottidi è noto come strobilo) le quali contengono organi riproduttivi e le uova.
Tutti i cestodi parassitano i vertebrati e la maggi parte abita l'intestino. Le larve infestano vari tessuti e organi in un ampia varietà di vertebrati e invertebrati. I cestodi non hanno un apparato alimentare, infatti questi parassiti non fanno altro che assorbire le sostanze nutritive che sono state digerite dall'ospite. Esistono circa 1000 specie di cestodi la maggior parte delle quali danneggia gli ospiti definitivi.

1 commento:

  1. post interessante, ricordo di
    essere entrato in contatto con le planarie durante i miei studi accademici riguardo la rigenerazione dei tessuti, perchè possono rigenerare tutto il loro corpo anche se frammentate! sono una sorta di santo graal della biologia dello sviluppo :D

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