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mercoledì 27 giugno 2012

CIAO VECCHIO GEORGE.


George era l'ultimo esemplare di Chelonoidis nigra abingdoni, fu scoperto negli anni 70 dal biologo Joseph Vagvolgyi, non si sapeva neanche la sua vera età, di sicuro era centenario, da tempo fu portato nella stazione di ricerca Charles Darwin, per evitare che incappasse in qualche grave incidente che avrebbe potuto mettere a repentaglio la sua vita. I ricercatori dopo svariati tentativi non sono riusciti a farlo riprodurre in alcun modo con individui appartenenti a sottospecie simili. Una grave perdta per la biodiversità del pianeta, sempre più spesso minacciata, di cui George da tempo era uno dei simboli.
Ciao vecchio George.

lunedì 4 giugno 2012

VITA DA PARASSITI: Trichinella spiralis.


La trichinellosi è una malattia causata da un nematode, parassita intestinale, del genere trichinia, caratterizzata dal fatto che le larve (trichinie) migrano nei muscoli dove si incapsulano.
Oltre alla comune Trichinella spiralis, ampiamente presente in tutto il mondo, sono stati individuati altri ceppi di questo parassita: Trichinella pseudospiralis (mammiferi e uccelli di tutto il mondo), Trichinella nativa (orsi artici), Trichinella nelsoni (carnivori e spazzini africani), Trichinella britovi (animali carnivori dell'Europa e dell'Asia occidentale), Trichinella papue (suini selvatici della Papua e Nuova Guinea), Trichinella zimbawensis (ritrovata principalmente in coccodrilli in Africa). Si pensa che molti di questi parassiti possano albergare anche nell'uomo.

Serbatoio.
Da ciò che è stato detto poche righe sopra risulta che il serbatoio principale per il parassita sia rappresentato da vari animali, tra cui maiali, gatti, cavalli, ratti, e molti animali selvatici tra cui l'orso, il lupo, la volpe, l'orso polare, mammiferi acquatici dell'artico e predatori tipici africani quali la iena, lo sciacallo ecc...

Diffusione.
La diffusione del parassita è ubiquitaria e dipende principalmente dalle pratiche alimentari e dai modi di preparazione della carne di organismi che potrebbero potenzialmente essere serbatoi del parassita.
Si trasmette consumando carne cruda o poco cotta. L'uomo si infesta principalmente mangiando carne cruda o poco cotta di prodotti derivanti dal maiale e contenente le larve incistate del parassita.

Ciclo vitale.
 
Il ciclo vitale del parassita, a seconda del ceppo che andiamo a prendere in considerazione, lo possiamo suddividire in un "ciclo domestico" e in un "ciclo silvestre".
Come possiamo vedere nell'immagine le larve si sviluppano all'interno di un vetebrato, in questo caso un animale può fungere da ospite definitivo o intermedio a seconda dello stadio vitale del parassita. Nel caso degli animali selvatici (ciclo silvestre), a differenza del ciclo definito domestico gli animali che fungono da ospite intermedio possono essere molti di più, gli organismi che risultano pericolosi per l'uomo sono tutti quelli che possono essere cacciati e finire sulle tavole come ad esempio cinghiali, alci o selvaggina di vario tipo.
Per quanto riguarda le carateristiche morfologiche, il parassita femmina  ha una lunghezza media di circa 4mm, mentre ilmaschio tende ad essere più piccolo con dimensioni di circa 1,5mm. L'infestazione, per ingestione di carni di animali contenenti l cisti del parassita, si stabilisce quando gli embrioni liberati nell'apparato digerente, si annidano negli strati profondi della parete ucosa intestinale, da cui poi raggiungono i linfonodi mesenterici. Gli embrioni maturano in adulti dopo circa una settimana. La femmina è ovovivipara; cioè le uova si schiudono nella cavità uterina dove permangono per un determinato periodo di tempo continuando a svilupparsi, per poi essere immessi nel sistema vascolare o linfatico e da qui disperdersi nell'organismo, arrivando a livello della cavità cardiaca e dei muscoli striati, sede di destinazione finale. Una volta giunti a livello del muscolo striato, si forma la cisti, costituita da un unico embrione e circondata da tessuto connettivale derivante principalmente dall'ospite. Gli embrioni persistono in una fase di latenza fino a quandun nuovo ospite non le ingerirà cibandosi della carne che le contiene. A quel punto l'embrione si libererà nell'intestino dell'ospite e i ciclo vitale ricomincia.

Cenni clinici.
Nell'uomo l'infestazione si può manifestare in forme altamente variabili a seconda del grado di infestazione parassitaria, si possono avere infestazioni con decorso asintomatico, o in caso di infestazioni massicce possono subentrare complicazioni che possono essere letali. In genere le complicanze che portano alla morte sono miocardite, polmoniti, peritonite  collasso cardio-circolatorio.
Segni caratteristici e comuni possono essere mialgia, seguita da edema delle palpebre superiori e eosinofilia di grado elevato. Tali sintomi talvolta sono seguiti da emoraggie a livello subungheale e retiniche, emorragie subcongiuntivali. Sete, sudorazione profusa.
Una sintomatologia gastrointestinale come la diarrea può essere principalmente dovuta all'attività del parassita adulto a livello intestinale. In alcuni casi è possibile osservare febbre a carattere remittente, che talvolta può arrivare anche a 40°C. Nei casi più gravi vi possono essere complicazioni che portano alla morte per insufficienza cardiaca.

Nelle due immagini sotto possiamo osservare larve incistate nel tessuto muscolare colorato con eosina ed ematossilina, l'immagine di sinistra è ingrandita a 300x quella di destra a 400x.


Nell'immagine di destra osserviamo le larve parzialmente digerite dalla pepsina, nell'immagine di sinistra possiamo vedere ST= sticocite nucleata (sticocite sono delle grandi ghiandole), RT= organi riproduttivi immaturi, IN= intestin, LC= bacllary bands.





Misure preventive.
1) Educare la popolazione sulla necessità di cuocere in maniera adeguata la carne di maiale ad una temperatura tale da permettere una adeguata cottura e che possa causare l'uccisione delle larve incistate. La carne deve essere cotta ad una temperatura di almeno 70°C. A meno che non si abbia la certezza che la carne sia stata precedentemente trattata in modo tale da essere certi che non vi possa essere presenza di larve incistate.
2)La carne di maiale dovrebbe essere macinata in macchinari diversi da quelli che si utilizzano per macinare carne di diversa origine e provenienza, oppure pulire adeguatamente il macchinario prima e dopo l'utilizzo per carni diverse.
3)Adottare specifci regolamenti che inducano l'utilizzo di tecniche (ad esempio irradiazione) sui prodotti commerciali del maiale e che possano garantire l'eliminazione delle larve eventualmente presenti.
4) Adottare e controllare che siano seguite le leggi che permettano di utilizzare solo carne di maiale certificata come esente da trichinelle, soprattutto per i prodotti che comunemente non richiedono una cottura prolungata prima del consumo e che possa permettere l'uccisione dei vermi.
5) educare i cacciatori a cuocere adeguatamente la selvaggina catturata.
6) Provvedere che siano rispettate le adeguate tecniche di conservazione, il congelamento può uccidere le larve, ma tale metodica non assicura l'uccisione di tutte le larve come nel caso della cottura, in quanto alcuni ceppi, ad esempio quelli artici (T.nativa) possono sopravvivere anche a temperature di -25°C e che comunemente sono state ritrovate in carni di tricheco o orso, anche se è raro che tali ceppi si vengano a trovare in carne di maiale.

Controllo dei pazienti.
1) La notifica alle autorità sanitarie locali di casi di infestazione è richiesta in molti paesi. In Italia rientra nelle malattie di classe 1.
2) Non è applicabile nessun tipo di isolamento, quarantena, in quanto il parassita non può essere trasmesso direttamente da persona a persona.
3) Appropriato effettuare degli esami sui familiari della persona affetta ed individuare la possibile causa dell'infestazione. Sequestrare e analizzare tutto il cibo sospetto.
4)Il trattamento prevede l'utilizzo di farmaci come abendazolo e mebendazolo, particolarmente efficace nello stato intestinale e muscolare dell'infestazione.

Sotto è rappresentato un individuo adulto.

martedì 22 maggio 2012

PIANTE SI SVILUPPANO AL BUIO GRAZIE AD UNA SOSTANZA SINTETICA.


Fotorecettori sintetici stimolano lo sviluppo e la germinazione delle piante a prescindere dal grado di esposizione alla luce, i risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Plant cell.
La luce gioca un ruolo di rilevante importanza per la sopravvivenza delle piante, basti citare processi dipendenti da essa, fotosintesi, fotomorfogenesi, fotorientamento. 
Le piante possiedono fotorecettori in grado di innescare processi di germinazione, sviluppo fogliare ad esempio. Ricercatori del Tilman Lamparter, Karlsruhe Institute of Technology (KIT) sono riusciti a produrre e sostituire la compoente del fotorecettore in grado di assorbire la luce con una sostanza sintetica chimicamente simile.
Nell'immagine a sinistra sono state messe a confronto una piantina  trattata con la sostanza sintetica chimicamente simile a quella naturale, a sinistra una pianta non trattata. Si può osservare come la pianta a destra apre i cotiledoni al buio, mentre la pianta non trattatali mantiene chiusi. 

martedì 15 maggio 2012

L'UTILIZZO DI UN SATELLITE PER STUDIARE LE ABITUDINI E GLI SPOSTAMENTI DELLA MANTA RAYS


Un team di ricerca ha pubblicato uno studio dove per la prima volta si fa utilizzo della telemetria saltellitare per monitorare i movimenti in mare della manta ray che può raggiungere fino a 25 piedi di lunghezza /7,5 metri circa).
Questo tipo di manta è ormai, secondo i dati IUCN, vulnerabile, minacciata dala pesca e dalla cattura accidentale.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica ad accesso libero Plos One l'11 maggio.
"Quasi nulla si sa dei percorsi che abitualmente questi organismi effettuano nell'oceano e delle sue abitudini ecologiche, nonostante sia una delle specie più grandi e affascinanti dell'oceano. "dice Rachel Graham autore dell'articolo; " il lavoro che abbiamo portato avanti ci potrà permettere di comprendere più a fondo il mondo mai visto prima di questo affascinante organismo marino e ci permetterà di poter elaborare strategie di gestione e conservazione di tale specie".

lunedì 30 aprile 2012

VITA DA PARASSITA: Tenia solium; il cestode del maiale.

La tenia solium parassita platelminta appartenente al gruppo dei cestodi ha come ospite definitivo l'uomo e come ospite intermedio il maiale.
A differenza della tenia saginata le uova della tenia solium sono direttamente infestanti per l'uomo, ne consegue che a differenza della saginata,  il passaggio al maiale, l'ospite intermedio, non è obbligato.

Morfologia: In molti casi la tenia solium raggiunge una lunghezza di circa 2-3 metri ma in alcuni casi può superare i 10 metri. Come gli altri appertenenti ai platelminti cestodi presenta il corpo suddiviso in tre segmenti principali, la testa nota come scolice, nella tenia solium lunga all'incirca 1 mm di forma quadrangolare presenta ai quattro lati delle strutture simili a ventose e al centro della testa file di uncini o rostri in numero variabile da 20 o 30, un collo e il corpo noto con il termine di strobilo suddiviso in numerosi proglottidi contenenti gli organi sessuali del parassita e le uova. Possono essere presenti in  numero variabile dalle 800-1000.
Ricordiamo che come nel caso di tutte le tenie le proglottidi in vicinanza della testa sono sessualmente immature rispetto a quelle che troviamo verso la regione caudale del corpo. Un volta a maturazione le proglottidi che contengono le uova vengono rilasciate distaccandosi dal resto del corpo per essere espulse attraverso le feci. Delle volte può capitare che le proglottidi si disfino a livello intestinale e allora le uova possono essere rinvenute all'esame delle feci, si presentano on opercolate di circa 40 micrometri di diametro.
La tenia si collega alle pareti intestinali mediante mediante lo scolice sfruttando il sistema di ventose e rostri che possiede, le proglottidi possono essere prodotte a centinaia e ogni proglottide può contenere fino a 30.000 uova.
Nell'immagine sotto una rappresentazione dello scolice e delle proglottidi di tre differenti tenie (da destra a sinistra Diphyllobotrium, tenia solium, tenia saginata). A differenza del Diphyllobotrium, i pori genitali delle tenia solium e saginata sono poste in posizione centrale, come si può osservare, l'utero una volta riempito di uova si dilata regolarmente formando una struttura ramificata che si estende fino alle pareti laterali della proglottide.
L'oncosfera, detta anche larva esacanta per la presenza di 6 uncini in grado di provocare l'attacco alle pareti intestinali, è circondata da una membrana esterna nota come embrioforo. Dalla larva esacanta derivano forme larvali note come cisticerchi, hanno un aspetto biancastro presentandosi come delle piccole vescicole bianche opalescenti contenenti un liquido limpido e il cosidetto protoscolice molto simile alla struttura dello scolice dell'individuo adulto.

Nell'immagine sotto possiamo osservare proglottdi gravide di solium e saginata.

Ciclo vitale:
L'ospite emette attraverso le feci nell'ambiente esterno le uova del parassita, le uova possono resistere per mesi all'esterno dell'organismo ospite. Il maiale si infesta ingerendo vegetazione che è stata contaminata dalle uova del parassita o dalle proglottidi gravide.
Nell'intestino degli animali l'oncosfera si schiude invade le pareti intestinali ed entrando in contatto con il sistema circolatorio si sposta arrivando ad incistarsi nei muscoli dove si sviluppa nel cisticerco. In questa forma il parassita può vivere per anni prima di essere mangiato da un altro ospite. Le uova si schiudono a contatto con i succhi gastrici liberando l'embrione (oncosfera)che riescono ad associarsi e a penetrare la parete intestinale grazie all'ausilio di rostri e tramite secrezione di enzimi litici. L'uomo viene infestato ingerendo carne cruda o poco cotta degli animali infestati.
Nell'intestino umano il cisticerco si sviluppa in un verme adulto nell'arco di 2 mesi. Le tenie possono sopravvivere svariati anni all'interno del loro ospite. Il verme adulto si attacca tramite lo scolice alle pareti intestinali. A differenza della tenia saginata, che può raggiungere lunghezze notevoli, anche 25 metri, la tenia solium può raggiungere in genere una lunghezza di 2 o 7 metri. Le proglottidi mature e gravide vengono rilasciate ed espulse con le feci, in media 6 al giorno. Ognii proglottide può produrre anche 30-50.000 uova al giorno. E'possibile assistere ad infestazioni massicce in quanto le proglottidi possono essere spinte dall'intestino allo stomaco portando in questo modo ad autoinfestazione interna, le proglottidi in seguito rilasceranno le uova.

Diffusione: la tenia solium e saginata hanno una distribuzione mondiale, la solium e la saginata sono particolarmente difuse nei paesi che non hanno elevati standard igienici e la popolazione vive in ambienti chiusi a stretto contatto con ospiti intermedi del parassita, alimentandosi di carne cruda o poco cotta.

Cisticercosi: La tenia solium può causare cisticercosi, potenzialmente letale. E'un infezione causata dalle larve della tenia solium che può colpire sia l'uomo che il maiale.
L'infestazione è causata dall'ingestione di uova del parassita. Può capitare che le forme embrionali del parassita possano entrare in contatto con il torrente circolatorio e disperdersi nell'organismo, stanziandosi in vari organi, cervello, fegato o altir tessuti dove si sviluppano in cisticerchi.

Misure preventive e trattamento:
1) Educare la popolazione sulla necessita di prevenire la contaminazione con feci umane o animali di terreno, acqua, cibo sia per l'uomo che per gli animali, educare ad eviraredi usare i derivati dei liquami per l'irrigazione dei terreni e a cucinare con  cura la carne suina e bovina.
2) identificazione e trattamento immediato o messa in atto di precauzioni di tipo enterico per e person eparassitate dal verme adulto di T.solium sono fondamentali soprattuto per evitare la cisticercosi.
3) Il congelamento delle carni a temperature inferiori ai 5°C per almeno 4 giorni è in grado di uccidere i cisticerchi.
Impedire che i suini abbiano accesso a latrine e feci umane e viceversa.
5) la notifica alle autorità sanitarie locali è richiesta data la pericolosità del diffondersi di casi di cisticercosi.
6)Assicurarsi che le feci delle persone infestate siano smaltite igienicamente evitando qualsiasi forma di diffusione.
7)indagine sui contatti ed eventuali fonti di infestazione.
8) trattamento prevede l'utilizzo di farmaci di scelta quali il praziquantel o la niclosamide.

mercoledì 25 aprile 2012

LA FOTOSINTESI: i pigmenti fotosintetici.


Attraverso il processo fotosintetico, gli organismi vegetali riescono ad assorbire e convertire l’energia luminosa in energia chimica di legame. Tutto ciò è possibile grazie ad un particolare gruppo di molecole note come pigmenti, tra cui rientrano le clorofille e al connesso sistema biochimico a cui sono questi pigmenti sono legati, che permette la conservazione e lo sfruttamento di questa energia luminosa.
Sebbene negli organismi vegetali esistano numerosi processi dipendenti dalla luce (fotomorfogenesi, fotorientamento ecc…) il processo fotosintetico è l’unico ad essere responsabile della vita sulla terra e non solo degli organismi vegetali, ma di tutta la vita.
Gli altri fenomeni dipendenti dalla luce, non hanno infatti un impatto così importante sul metabolismo degli organismi vegetali , ma sono diretti principalmente a raccordare il movimento o lo sviluppo in base ai segnali ambientali. Come attori del processo fotosintetico un ruolo da protagonisti viene svolto soprattutto dalle piante verdi, dalle alghe dei diversi gruppi e dai cianobatteri i quali portano avanti un tipo di fotosintesi che viene definita ossigenica.
Esiste anche un altro tipo di fotosintesi, nota come fotosintesi anossigenica, che vedremo brevemente in seguito, portata avanti da batteri purpurei e verdi, di grande interesse.
In natura esistono altri organismi in grado di sfruttare l’energia luminosa per processi metabolici totalmente divergenti da quelli della fotosintesi, come nel caso degli archeobatteri, microrganismi che vivono in ambienti umidi e salini; un esempio è dato dall’Halobacterium, ma la conversione dell' energia radiante da parte di questi strani procarioti è quasi irrilevante su scala globale se paragonato a quella degli organismi che svolgono fotosintesi ossigenica. La fotosintesi dunque differisce dagli altri processi che sfruttano l’energia radiante in quanto si basa su reazioni di ossidoriduzione, mentre al contrario molti effetti foto morfogenetici e fotometabolici, prendono principalmente origine da cambiamenti nelle strutture delle proteine.
La fotosintesi è dunque un processo della massima importanza, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista ecologico, in quanto non solo è base del metabolismo e della crescita degli organismi vegetali, ma è anche responsabile di un ambiente vivibile per tutti gli organismi. Grazie alla fotosintesi i vegetali immettono indirettamente nell’ambiente esterno ossigeno diventando garanti di un ambiente vivibile per tutti gli organismi.
I pigmenti fotosintetici.
I pigmenti foto sintetici appartengono a tre grandi categorie, clorofille, carotenoidi ( presenti in tutti gli organismi vegetali che svolgono fotosintesi ossigenica) e ficobiliproteine, presenti in alcuni gruppi di alghe eucariote (principalmente Rhodophyta o alghe rosse) e nei cianobatteri e nelle alghe blu-verdi.


lunedì 23 aprile 2012

I PLATELMINTI: parte 2

La scorsa settimana avevo accennato ai vari gruppi che costituiscono il grande phylum dei parassiti platelminti. Abbiamo brevemente visto i parassiti conducenti vita libera (Turbellari) e i parassiti conducenti vita da parassiti (Cestodi, Monogenei, Trematodi). I platelminti conducenti vita libera e i platelminti parassiti formano due gruppi separati non solo dal punto di ivsta delle modalità di vita ma costituiscono anche due gruppi ambientali profondamente diversi tra di loro.

Habitat e relazioni ambientali dei turbellari...
I turbellari conducenti vita libera ccupano un'ampia varietà di substrati del fondo in tutti i tipi di ambienti acquatici. Le specie più grandi, come le planarie dulciacquicole, policladi marini abbondano frequentemente sulle rocce, mentre rabdoceli e aceli più piccoli vivono nel fango o sua sabbia fine. Essendo organismi che vivono nell'acqua i turbellari dulciacquicoli sono fortemente influenzati da variazioni di temperatura, dall'ossigeno disciolto ecc... I turbellari che vivono negli stagni temporanei devono essere in grado di resistere e far fronte alle variazioni giornaliere sia della temperatura sia dell'ossigeno disciolto. Molte specie producono di veri e propri bozzoli resistenti in grado di circondare e proteggere le uova dall'essicazione e dal congelamento. Inoltre pochi organismi sembrano alimentarsi di turbellari, i quali secernono sostanze che non ne rendono il gusto particolarmente spiacevole. Altra curiosità i turbellari sono cannibali e si nutrono, oltre che di altre specie anche di altri turbellari.

CICLI BIOGEOCHIMICI: il ciclo dell'azoto.

L' azoto rappresenta uno principali macronutrienti,  importantissimo nella sintesi di molecole organiche indispensabili per il funzion...